Proloco Monasterolo


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Un po' di storia

Monasterolo Torinese è un piccolo e antico paese. Si adagia su un altopiano a 472 m. sul livello del mare, alle falde del Monte Corno (1229 m.). Il paese storicamente era distinto in tre rioni: Piedimonte, Piedivalle e Piedimezzo.
Conta una popolazione di circa 1.200 abitanti.
Le origini di Monasterolo si perdono nei secoli e le prime notizie, purtroppo frammentarie e incomplete, datano verso l’anno mille la sua comparsa sulla ribalta della storia.
Il nome farebbe supporre l’esistenza di un piccolo monastero alle dipendenze di qualche monastero maggiore, la cosa sotto molti aspetti è plausibile poiché pur tra le solite, inevitabili, discordanze storiche, numerosi documenti curiali e notarili, riportano, anche solo per motivi marginali, il nome di Monasterolo riferendosi alla chiesa ivi esistente e dedicata a Santa Maria.
Lo storico Bertolotti affermava in un suo scritto del 1878 che in documenti datati 1011, da lui attentamente consultati e vagliati, era fatta menzione della chiesa dedicata a Santa Maria “in valle Mathegarum”, cioè nella zona di Mathi.
Un altro documento dell’archivio Arcivescovile di Torino del Vescovo Meinardo (scomparso nel 1118) viene elencata la chiesa di Monasterolo tra i beni posseduti dall’Abbazia di San Solutore di Torino.
Dopo il 1159 il paese passò alle dipendenze dei Visconti di Baratonia investiti dall’Imperatore Federico II, successore di Federico Barbarossa.
Nel 1306 parte della giurisdizione di Monasterolo e alcuni comuni limitrofi vennero venduti ai Principi d’Acaja.
Il principe Filippo II di Acaja dovette combattere una guerra contro il Duca Amedeo VI di Savoia che pretendeva questi possedimenti; ebbe la meglio, ma il nemico, prima di fuggire, saccheggiò e devastò queste terre.

Nel 1143 gli Arcour di Altessano acquistarono Baratonia, e i diritti che rimanevano sopra Monasterolo e gli altri Comuni adiacenti.
Fu Comune autonomo dal 1560 al 1928, quando il governo fascista lo unì al Comune di Cafasse e quindi ne diventò la frazione.

La Chiesa parrocchiale

La Chiesa fu costruita come Santuario, dedicato alla Madonna che aveva compiuto un miracolo. A riguardo non ci sono documenti scritti, e bisogna quindi attenersi alla tradizione la quale racconta che nell' XI secolo una fanciulla sordomuta pascolava il suo gregge su una spianata, quando un giorno le apparve la Madonna che la guarì. Gli abitanti del paese in segno di riconoscenza e devozione costruirono una Cappella nel luogo dove avvenne il miracolo.
La Chiesa fu modificata parecchie volte e nel 1713-14 furono aggiunte le due navate laterali.

Il campanile
Si trova isolato dalla Chiesa parrocchiale.Ha la forma di una torre quadrata alta circa 20 metri.Le campane sono due:la maggiore si chiamava Barbara ma nel1912 venne rifusa e ribattezzata con il nome di Assunta per ricordare il nome della Chiesa parrocchiale, la campana minore porta il nome di Maria, segno della devozione della popolazione verso la Madonna.


La Cappella di S. Rocco
È l'unica Cappella rurale esistente a Monasterolo ed è situata nella piazza omonima.La sua costruzione pare risalga al 1687 e sarebbe stata eretta in adempimento ad un voto fatto durante le pestilenze del 1629-32.
Oggi la Cappella di S. Rocco è conosciuta a livello internazionale perché al suo interno contiene la pala d'altare rappresentante la Pentecoste realizzata dall'artista Dovilio Brero.

La Pentecoste è quel momento della storia della salvezza che ha visto Maria e gli Undici Apostoli chiusi nel Cenacolo perchè timorosi di quel che poteva loro accadere, ma corroborati dalla presenza dello Spirito del Risorto diventato inaspettatamente capaci di diffondere il Vangelo fino agli estremi confini della terra.
L'artista Dovilio Brero (è nato e lavora a Monasterolo), attraverso l'arte iconica, ci offre un'immagine estatica ed inedita del momento iniziale della Chiesa. Ci invita ad entrare, per così dire, in una dimensione che ci estranea dal tempo per immergerci nel meta temporale. La teologia proposta dall'opera è caratterizzata da elementi pregnatamente trinitari. Propone il Dio di Gesù Cristo: Dio Amore. Il Padre continua la sua opera creatrice filtrando, dall'alto, ogni particella della realtà.




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